Violetta Bellocchio: “Mi chiamo Sara e vuol dire principessa”


fonte: https://www.versiliatoday.it/2017/06/22/violetta-bellocchio-mi-chiamo-sara-recensione/

Mi chiamo Sara, vuol dire Principessa”

Che sogno, che vita avere una stanza dove accadeva il futuro”

1983, provincia piacentina. Sara, quindicenne in cerca di lavoro, troppo piccola per essere assunta come commessa, scappa di casa. Ai genitori lascia scritto che andrà a Roma per fare l’attrice, in realtà è diretta a Milano per conoscere Tony, dj di successo.

Con caparbietà e ostinazione riesce nel suo obiettivo e l’incontro con Tony dà una svolta alla sua vita. La giovanissima Sara si ritrova catapultata in un mondo di adulti che cercano di fare di lei “la rosa di vetro cresciuta sui marciapiedi di Milano” creando un personaggio di successo nel mondo dello musica. Poco importa se non sa cantare, tanto c’è il playback che Sara riesce a imparare e domare con diligenza.

Seguendo le istruzioni di Tony, diventa così Roxana, cantante dalla pelle bianchissima e dai vestiti lucenti. Il percorso per arrivare alla costruzione di Roxana è rapido e complesso: ogni passo viene adempiuto da Sara con grande determinazione con la stessa soddisfazione di un compito ben fatto. Nello sfondo della sua trasformazione Milano, città giungla degli inizi anni ’80 dove germogliano discoteche e locali attraverso i quali passa la “vidimazione” per diventare qualcuno. Sara pubblica dischi, parte in turnèè con altri giovani “talenti” costruiti ad hoc, viaggia in città diverse in esibizioni di secondo ordine, stabilisce relazioni amorose e amichevoli con le poche persone che abitano il suo mondo circoscritto.

Non era cambiato niente, nel senso: ero vera come prima, avevo la stessa pelle e la stessa faccia, eppure sentivo un tremito nelle ossa, un bruciore che nasceva da dentro”

Al suo ritorno il rapporto con Tony muta rapidamente, costringendo la protagonista a prendere atto di sé e del suo rapporto di coppia, attraverso un itinerario doloroso e struggente per arrivare alla consapevolezza di se stessa, della sua vera essenza di artista. Solamente il disegno e la riscoperta di un rapporto autentico riusciranno a salvarla in un’azione di decostruzione di sé e rinascita.

Stavo imparando a fare qualcosa, mi sentivo piena di luce”

Il libro di Violetta Bellocchio è notevole. La vicenda narrata in prima persona, è sofferta e piena di leggerezza, insicurezza, utopia tipiche dell’adolescenza. Bravissima la scrittrice a mantenere la narrazione in prima persona con tutte le evoluzioni che si susseguono nel romanzo.

Il contesto storico della disco music in Italia è reso con grande maestria, il percorso di personaggio talentuoso viene reso con oggettività e spietatezza, particolare spazio ha il trattamento dell’oggettivazione del corpo come primo passo dell’alienazione da sé. Sara è un personaggio magnetico, capace di tenere incollato il lettore fino all’ultima pagina. Il romanzo ha molto da dire anche all’attualità: la costruzione del personaggio attraverso studi televisivi può essere uno spunto di riflessione interessante se messo in comparazione con il percorso di costruzione che oggi molti adolescenti fanno sui social e nei mondi virtuali. “Essere qualcuno per qualcuno” è una delle chiavi di lettura più interessanti, capaci di rendere il romanzo universale. Violetta Bellocchio è capace di passare da un registro all’altro: la narrazione e il linguaggio sono utilizzati con grande naturalezza e come veri strumenti capaci di farci entrare nei personaggi e nelle storie. Efficace la rappresentazione della depressione: con occhio vero, limpido, senza pietismo, ha saputo rendere nei dettagli le sensazioni, il dramma di un malessere patologico ancora oggi poco considerato,soprattutto a livello adolescenziale. Un romanzo intenso che, tra l’altro, risveglia e scuote l’attenzione per gli adolescenti che siamo stati e per quelli che ci circondano.

Le cicatrici sono tutte uguali, non fanno male, non le senti quando piove, quando succede ti fa male, poi passa, passa tutto”

L’autrice

Violetta Bellocchio ha pubblicato per Mondadori “Sono io che me ne vado” (2009) e “Il corpo non dimentica” (2014). Collabora con “Rolling Stone” e “Internazionale”.

Editore: Marsilio Pagine: 286 p., Brossura EAN: 9788831727044

Anno edizione: 2017 costo 17,50

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