Un anno sull’altipiano


Nell’anno in cui tutto il mondo commemora il centenario della Grande Guerra (1914-2014), Twitteratura lancia il progetto di lettura e riscrittura su Twitter di Un anno sull’Altipiano di Emilio Lussu” dal sito http://www.twitteratura.org

In terza superiore un giovane insegnante precario ci dette una lista di libri consigliati e imperdibili da leggere,:dei “classici” in un elencl00326o scritto a macchina che a pensarci oggi sembra veramente lontanissimo nel tempo. Alcuni li avevo già letti con vorace precocità, molti sottratti dalla biblioteca della gioventù di mia mamma, altri li ho letti a seguito dei suoi suggerimenti, altri sono rimasti su quell’elenco che ancora conservo, sospesi. Fra questi c’era “Un anno sull’altipiano” di Lussu. Pochi mesi fa mi è tornato questo libro negli occhi che era rimasto, onestamente, sempre a margine negli anni e nelle esperienze accumulate. E’ tornato nell’anno in cui per commemorare la grande guerra Twitteratura.it ne ha proposto la rilettura su Twitter. Ho così preso il libro, l’ho letto inizialmente con fatica, poi con coinvolgimento, e a fine lettura l’ho considerato un libro importante e non solo un capolavoro della letteratura bellica, come molte etichette lo celebrano.  Mi è piaicuto lo stile asciutto del racconto, per cui i tragici eventi narrati ci arrivano diritti come un colpo a bruciapelo senza retorica. Tuttavia confesso che di tutti i libri riletti o scoperti con Twitteratura.it è stato per me, nella lettura intera che solitamente faccio prima di iniziare il progetto, il meno emozionante. Calvino, Pavese, Rodari sono da sempre grandi amori letterari in cui mi muovo con vivace passione, Manzoni proposto con le scuole è stato puro entusiasmo e Pasolini, per quanto non lo apprezzassi, aveva acceso comunque in me grande interesse. Tutto ciò con Lussu non era accaduto. Iniziato il progetto, ho visto subito le mie personali difficoltà iniziali : innanzitutto un testo che comunque prevedeva approfondimenti geografici e storici e soprattutto qualche nozione sulla vita “militaresca”, argomento a me del tutto estraneo. Inoltre il romanzo offre due “fronti” delicatissimi: le sensibilità della memoria e le radici di quella che è stata poi la nostra dittatura. Dinanzi a tutte queste premesse, ho pensato che non restava che il testo e qui è scoccato un amore inatteso. “Stare sul testo” come forse non mi è capitato in altre scritture, perchè già molto note o perchè molto emozionali. “Stare sul testo”: non accontentarsi di leggere, ma di cercare nelle paroleBplkmiaCMAAPKj-.jpg large i suoni, i collegamenti, il significato, cercare nella sintassi e nella scelta dei vocaboli l’anima del libro e più si scava nel testo più è il libro che mi ha scavato dentro. In questo modo tutto è divenuto nuovo ed avvicente, e via via che la riscrittura prosegue i collegamenti, i legami si fanno sempre più intensi. Non occorre molta fantasia ma solo il coraggio dell’onestà per vedere in “Un anno sull’altipiano” un meraviglioso romanzo estremamente moderno, tanto che in alcuni passaggi sembra ancora capace di raccontare non solo il passato, ma anche il presente. E’ un’esperienza di grande passione questa rilettura di #Lussu, a tratti sorprendente. Di riflesso oltre a colmare lacune leggendo i tweet elaborati dalla comunità, il progetto è una grande esercizio di approccio alla scrittura sia come lettura che come produzione attraverso i 140 caratteri. Per me che scrivo sempre “ di pancia” cercare il valore delle parole in lettura ha significato poi riscrivere senza tradirle. E allora la commemorazione di un evento di così vasta portata come la prima guerra mondiale, si fa linfa vitale nelle idee e nei pensieri, perchè vivere e scrivere cercando oltre e senza accontentarsi, son anche due grandi atti di fedeltà a se stessi.

In questo documento .pdf ho raccolto i miei tweet della riscrittura > lussu

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