Cuori e tarocchi


#Toscanabatticuore è l’iniziativa estiva del quotidiano “Il Tirreno” con cui attraverso il racconto si ricorda un luogo della nostra regione che ci ha fatto battere il cuore. E’ stata una bimageella occasione di creatività, soprattuto per condensare una storia in 1800 battute spazi compresi cercando di intrecciare il legame fra luoghi e sentimenti: di certo le esperienze di scrittura e rilettura su Twitter aiutano a cercare uno stile coinciso e fluido. Inoltre per me ha rappresentato anche un modo per sperimentare stili e ritmi diversi dalle mie consuetudini. Riporto le due versione del racconto, quella short e quella long. Il racconto è stato pubblicato in data 18/08/14 su “Il Tirreno” (vedi foto sotto)

Cuori e tarocchi (1800 battute)

Tutto iniziò con un refuso, poi 647 mail in 14 giorni con uno sconosciuto: confidenze e risate, l’atto rivoluzionario di non vederci in viso ai tempi dei selfie e finalmente appuntamento al Parco dei Tarocchi (Capalbio) senza aspettative. Non sto nella pelle per l’emozione. Roma è lontana, il mare della Toscana e i girasoli mi accompagnano. Nessuna seduzione, ore sui tasti, tempo rubato al sonno e al lavoro: ormai Bbart77 è una persona speciale ma non arriva! Rimpiango la fortezza virtuale: mi avrà bidonato! I pensieri si frantumano, come se non bastasse ecco un compulsivo fotografo che attacca bottone. Cita Matisse, Guell: si chiama Roberto anche lui. Sta a vedere che mio il spassoso corrispondente è un noioso e pericoloso stalker digitale. Aveva ragione nonna: mai parlare con uno sconosciuto, nemmeno per scritto, aggiungo. A un certo punto mi mette con le spalle al muro: ho paura, il cuore in gola, e poi “click” mi scatta una foto. Il sangue alle tempie impazzisce, e corro: me ne scappo sotto al sole di luglio attraverso archi di specchi, serpenti ricoperti di mosaici, una luna sospesa dal volto di donna, cerco di seminarlo all’ombra di ali colorate, attraverso gradini azzurri con acqua che scorre, prendo fiato nel manto di un enorme cavaliere blu. Raggiungo la salvezza ai piedi di un enorme drago verde brillante, e cautamente mi siedo, respiro, bevo, chiudo gli occhi. “Ovvia…ti ho trovata! E’ tutta la mattina che ti cerco ma non fai che correre e nasconderti.” Apro gli occhi. Il mio cuore impazzisce, so che è lui “ Sei Bbart77?” “Certo che son io! Faccio il giardiniere qui…”. Non servono molte parole, ci riconosciamo dai battiti. Ci abbracciamo, è un bel trovarsi: felici ci avventuriamo alla scoperta di noi e del parco, le parole ora lasciano spazio agli occhi.

Cuori e tarocchi ( versione full )

Finalmente, dopo esattamente 647 mail in due settimane, ci vediamo. Tutto è iniziato per caso: un mio refuso nell’inviare dall’agenzia di viaggi la richiesta per un cliente, e così è iniziata la mia corrispondenza con Bbart77 che non è il Bed&Breakfast a cui dovevo rivolgermi, ma Roberto, nato del 77, tre anni prima di me. Ho lasciato Roma già da un po’, secondo il navigatore sono quasi arrivata, costeggio il mare di un blu assoluto e i girasoli di Toscana sembrano sorridermi. La nostra corrispondenza virtuale è stata esuberante, non propriamente romantica, non ci siamo corteggiati, ma ci siamo divertiti tantissimo facendoci compagnia e raccontandoci cose buffe da disperati “quasiquarantenni”. E in tempi di social, selfie, e messaggistica varia, abbiamo fatto un atto rivoluzionario: non ci siamo mai visti in foto. In realtà sono molto emozionata: a uno sconosciuto ho confessato moltissime cose e anche se non c’è nessuna aspettativa, il cuore mi batte fortissimo. Parcheggio nel nostro luogo per l’appuntamento al buio, anche se il caldo e la luce sono senza ombre. Respiro, da questo momento via tastiere, via connessioni e spazio agli occhi, niente sarà come prima. Ci siamo dati appuntamento nella piazza centrale del “Giardino dei Tarocchi”. Salgo per una salita sterrata e entro in un’atmosfera rarefatta e magica, il mondo sembra già lontano. La piazza è ha cromatismi vivaci in forme sinuose, un tripudio di colori, come una bambina nel paese delle meraviglie mi bagno le dita nella fontana centrale. Non c’è nessuno, il mio Bbart77 dove si è cacciato? Forse ha avuto paura all’ultimo minuto e mi ha bidonato, o forse bbart77 in realtà è Bartolomeo, classe 1947 e non sa come presentarsi. Mi accosto ai frammenti colorati che ben si addicono all’immagine di Bbart77 che dentro di me si frammenta. Intanto il telefono non prende , e quindi non saprò mai che fine ha fatto Bbart77! Mentre cammino guardando il display, ogni tanto leggo le frasi dell’artista Niki disseminate intorno, ho i pensieri in subbuglio, sbatto contro qualcuno.
Ma invece di guardare il telefono si guardi intorno, che bellezza!- Sto per rispondere male a questo turista che importuna il mio batticuore, sono 14 giorni e 3 ore che aspetto di incontrare Roberto, cosa ne sa di me? Non mi importa di lui, ma se mi bidona ci resto male, nottate intere di battitura sui tasti e ore rubate al lavoro per parlare via mail, in qualche modo mi ci sono affezionata.
Mi scusi, ma io guardo dove voglio…-Alzo gli occhi e il tipo non è niente male. Occhiali, capelli lunghi legati, una bellissima reflex digitale fra le mani. Che sia lui Bbart77? Continuo il mio giro. Ogni tanto lo sconosciuto cerca di proseguire il discorso, mi segue passo passo, raccontandomi dell’influsso di Matisse nei colori, le forme che ricordano il parco Guell e chi più ne ha più ne metta. Magari è davvero lui il mio corrispondente ma con la carta della saccenza il mio cuore segnala calma piatta. Ci avviamo verso una scultura immensa e più in alto, il caldo e la salita mi fanno ribollire il sangue. L’appuntamento era un’ora fa e oltretutto non solo il mio compagno di tastiera non è mai arrivato, ma mi trovo questa piattola di bohemien che non fa che scattare e parlare. Quasi quasi gli chiedo come si chiama.
Come ti chiami?
Roberto…tu?- ecco, il destino si abbatte su di noi. In ogni specchio in cui i rifletto nella stanza del parco inframezzati da cuori vedo mille facce di me, a stento trattengo la delusione. Gli dico il mio nome. Poi lui sorride, mi prende per le spalle, con forza. Sta a vedere che l’ironico e spassoso Bbart77 è un stalker seriale che mi sta per saltare addosso. Mi mette con le spalle al muro, provo a divincolarmi e mi dice “un attimo solo”, mi alza il mento e sto per tirargli un calcio quando “Click!” mi scatta una foto.
E’ perfetta, sei tu riprodotta e frammentata in questo angolo del giardino. – Vorrei mandarlo a quel paese, ma preferisco un loquace silenzio. Mannaggia a me e al giorno che non son rimasta nel mio virtuale. Mi perdo tra la statua di una specie di volatile dalle ali colorate mi guarda minaccioso e i tentacoli di una sorta di seroente, Roberto mi segue e i suoi “aspettami” mi perseguitano. Allora scalo i gradini azzurri di una costruzione acquatica ma non si dà per vinto. Attraverso un cavaliere enorme, cerco di seminarlo, attraverso una Luna dal volto di una donna, mi siedo ai piedi di un enorme drago verde brillante, prendo fiato e bevo. Sarà stato davvero quello Bbart77? Così appiccicoso e antipatico, quasi ossessivo. Mai scambiarsi mail con uno sconosciuto. Chiudo gli occhi.
Scusa, volevo solo renderti questo- sto per rispandere male, di certo è RobertoilPersecutore che torna all’attacco, ma apro gli occhi e davanti a me un uomo alto con un sorriso magnetico mi passa il mio cellulare.
Eccoti finalmente ! lo hai perso nella corsa…ma perchè è tutto il tempo che ti inseguo e tu non fai che scappare e nasconderti?- la voce è calda, sembra un tipo carino, mi sorride.
E tu chi sei?- chiedo dubitante, il cuore è in gola, non ho nemmeno il fiato per aggiungere qualcosa. Sento arrossirmi le gote.
Sono Bbart77 e tu …sei tu vero?- Annuisco e sorrido. I battiti accelerano rano sciogliersi in un sorriso.
Faccio il giardiniere qui, ma non ho mai visto nessuno correre così tanto! Che ne dici, ci guardiamo il parco con calma? Dopotutto ci si è fatta a trovarci!-
Ci incamminiamo così alla scoperta del parco e di noi, non servono molte parole. Ci siamo riconosciuti subito e tutto il resto non può essere che un’avventura meravigliosa.

BvajtB6IAAAKTS1Foto di Roberta Lepri

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *