"Io credo questo:le fiabe sono vere.Sono prese tutte insieme, nella loro sempre ripetuta e sempre varia casistica di vicende umane, una spiegazione generale della vita, sono il catalogo dei destini che possono darsi un uomo e una donna" (I.Calvino-"Fiabe Italiane")
 

Il materiale narrativo, poetico e le foto in  Blow up sono proprietà dell'autrice e coperti da copyright. E' vietata la riproduzione anche parziale senza l'autorizzazione dell'autrice.
Per informazioni rivolgersi a

la mia posta

Stesa

 

Stesa. Ho lasciato che le tue parole mi vestissero e ho sentito il tuo nome circondarmi abbattendo ogni difesa. Si sono slegati i sogni, cavalli impazziti in fuga. E i desideri eretti sul corpo, come un baluardo dopo la battaglia. Così ti appartengo.

Stesa su un tessuto di lino, abbandonata e prigioniera desiderata del tuo entrare.

Inizio appartenerti dalle caviglie in poi, coagulando in tutto quel poi la mia più profonda interiorità.

Stesa, ascolto il tuo passaggio, come fosse un’ ode sacra, e resto così sdraiata a immolarmi  nell’altare dei tuoi occhi di brace.

Si corrode di calore  l’istante scandito da brevi tocchi, mentre in fuga sul mio tremito dai nuovi nomi alla mia carne commossa.

Stesa, così tra le tue mani, senza distanze, sotto al suono dei tuoi polpastrelli, lentamente il corpo si libra in movimento, come una fitta acuta che mi attraversa nel mezzo e intorno alla quale tutto il resto si contorce, aggrovigliando di gemiti il tuo viso.

Stesa, prendo velocità perché le tue mani intense mi modulano l’emozione e quello che non so dirti, lo lascio fra i pori, perché nel mio venirti incontro possano trovare una forma estremamente materiale tutti i miei silenzi. Un eco senza fine si espande dai fianchi.

Stesa, la mia morbidezza si scioglie come burro al calore delle tue labbra, e ti desidero più forte, e ti desidero con dolcezza, e ti desidero senza margini, e ti desidero perché sei.

Voglio avvolgerti di sentimento sangue e brividi.

E sentirti in ogni mio angolo palpitare di un sogno impossibile. E quindi ogni tua onda che arriva scavarmi in quella grotta dove il sale si mischia al miele e che già ti appartiene, mentre mi frastagli le coste già umide.

Stesa, voglio stare nella tua mente, sulle tua labbra, nella tua anima, nella tua storia, sul tuo ventre, e avvolgermi di te. Mentre squarci la mia polpa, e di nutri di ogni dolcezza che dalla mia essenza ti arriva, mentre bruci le mie vene, facendomi circolare il fuoco tutto dentro, consumandomi sul tuo corpo.

Stesa, mentre ti assaporo, e ti voglio, senza falsa innocenza, e mi lascio il tuo gusto sulla lingua, per dissetarmi ancora, per averti ancora. Stesa, aprendo quel che sono, ti accolgo, senza chiudere nessuna porta.

Inafferrabile e invisibile passione che mi stordisce e mi incanta, come una musica che non ti scolli di dentro. Mentre mi percuoti con il tuo istinto la mia sensibilità più epidermica. E mi sento tua, e ho voglia ancora di te, di più, più vera,  mentre rendi i battiti respiri che si inseguono e i respiri parole che si dissolvono prima della pronuncia.

Stesa, in questo concerto di tendini che si inseguono, fino a compenetrarsi: un flusso melodico che rompe il silenzio, più forte di un sogno in pelle.

 

 Erikal.

 
 

Racconti

Poesie

Bytes

Cinema Paradiso

Fahrenheit 451

Impronte

Blow up

Eyes&Smile

Contatti

Home