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Racconti |
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C'
era una volta una principessa: iniziano così molte storie.Si
chiamava un tempo Sherazade, un altro tempo Evaluna, poi magari
Erikaluna…
Sherazade ogni sera narrava una storia per sopravvivere,
tesseva i destini come in una trama infinita: ogni storia fu
sempre la penultima.
A volte anche Erikaluna racconta per sopravvivere. A volte.
Da piccola mi piaceva ascoltare le storie provenienti dalla
voce di tante anime eche coloravano la mia vita. Le storie erano
aereoporti da cui partire in viaggio per destinazioni lontane,
nella geografia degli universi esistenti come nelle mappe dei
mondi possibili oppure in direzione delle lande interiori.
Accanto a me tanti narratori, poi libri, poi films e quindi
tante storie: la solita storia narrata da due persone diverse è
già un'altra storia. Così sono cresciuta in mezzo a fiabe
inventate di draghi e regine, storie di guerra vissuta e di
ricostruzione, storie di contadini e di città che cambiano,
storie di emigrati lontani, di matrimoni difficili, di figli
perduti, storie di vita vera come di cronaca di un paese in
delirio, storie di famiglia come saga infinita legata a me.
Ascoltavo. Meravigliata. Sempre sarò grata a tutte le voci che
mi hanno insegnato ad ascoltare, premessa irrinunciabile per
narrare . Attraverso la voce di molti ho trovato la mia, le loro
parole adesso fanno parte di me, di ciò che sono. Esiste un
momento nella vita di ognuno in cui fra 1000 voci che ti
parlano, si fa strada una voce sottile ma al contempo forte, una
voce che ha voglia di raccontare: la voce della tua anima.
Allora è come imparare a parlare. I pensieri si susseguono
veloci, ma lasciano le orme sulla sabbia del tuo cuore, prendono
forma e immagini, divengono parole, divengono grida, divengono
canti.
Così inizia la mia storia delle storie, l'incipit del mio
racconto. Confesso che raccontare è difficile, è come un viaggio
dentro di te molto profondo. A volte la voce non veniva fuori,
ma so che bisogna raccontare, anche se nessuno ascolta, anche se
è doloroso. Una leggenda narra che coloro che sanno raccontare
storie sono figlie del mare, le quali solcano le profondità
degli abissi per portare a riva i relitti del mondo: in apnea
spesso manca il fiato. Penso che tutti abbiano diritto al
racconto, che ogni evento sia degno di memoria, che la vita di
ciascuno sia una collezione di storie di tanti colori che di
tanto in tanto riverniciamo, che nello scambio di reciproci
racconti il nostro universo si amplifichi. Ho voglia di
raccontarmi, come se il mio grido fosse in realtà anche il grido
di tanti altri. Racconto per comunicare, per sognare, per
conoscermi, racconto perchè penso che la fame di vita palpitando
in ciascuno di noi possa dare spazio a un mondo diverso, o forse
darci solo la possibilità di vederlo migliore di quanto sia, di
saperci stare. In questo catalogo di destini che sono le varie
storie ciascuno può ritrovare un pezzo della sua vita, o solo un
desiderio che è già passato oppure una vita che sarebbe potuta
essere e non è stata. Leggere e scrivere sono un viaggio: non
importa la meta ma il percorso.
E' a te che mi stai leggendo che dal profondo della mia anima
dedico queste parole: che la tua lettura dei racconti e della
vita sia sempre la penultima ;-)
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