#Invisibili/me


#INVISIBILI/ME: DAL CANTIERE AGLI ATLANTI

OVVERO DALLA LETTERATURA ALLA TWITTERATURA ALLA LETTERATURA

Durante la riscrittura su Twitter de “Le città #invisibili” di Italo Calvino, promossa da @Twletteratura, @MarcoStancati, ha commentato alcuni tweet di @erykaluna sottilinendone come, pur esulando da #invisibili, ne ricalcassero lo stile e l’essenza. Ispirata da questa scambio e constatando l’entusiasmo e la partecipazione intorno al suggestivo testo di Calvino, @erykaluna ha pensato di proseguire #invisibili con delle riscritture personali dove si raccontasse il proprio “sé” tramite la descrizione di una propria “città contenitore”. Intuendo la vastità dell’”impresa”, ha coinvolto nell’organizzazione del progetto @coseinvisibili, per condividere insieme questo viaggio. L’idea originale era di invitare gli utenti a scrivere una città che potesse tracciare i tratti salienti del proprio carattere, i propri valori, i desideri, le paure. Così abbiamo proposto #Invisibili/me come modo per provare a raccontare noi stessi agli altri, un’occasione per fare un passo dentro di noi. Lo staff di @Twletteratura, ha accolto l’idea presentata con entusiasmo e partecipazione. Con i loro consigli tecnici e il loro supporto, abbiamo così stilato un “regolamento e programma” contenente le indicazioni in merito a contenuto, durata del progetto, hashtag da utilizzare. Finalmente il progetto è partito in data 16/11/2013, dopo il termine della rilettura ufficiale di Calvino. Una sorta di “appendice” al progetto principale, ma anche “ponte ideale” tra la riscrittura de “Le città invisibili” e l’inaugurazione della mostra con cui, a Cagliari, la comunità di twitteratura.it festeggerà Italo Calvino con le varie opere che sono state prodotte durante l’esperienza di #invisibili (quadri, video, tweetbook, ricostruzioni in 3d digitali delle città.)

Il racconto di ogni città è stato realizzato con un numero di tweet ( messaggi di 140 caratteri con sui si scrive u Twitter) compreso tra 5 e 25, postati in uno o più giorni, lungo l’arco dell’intera durata del progetto. Alla partenza dell’iniziativa siamo state letteralmente sommerse dai tweet: nelle prime 3 giornate è stata avviata la costruzione di ben 40 città, coinvolgendo anche persone nuove rispetto ai riscrittori abituali di twitteratura. Come accade spesso su Twitter il percorso è andato ben oltre i confini che noi avevamo premesso: la soggettività degli “autori” si è messa in gioco a 360° determinando tipologie di scrittura e di città molto diverse tra loro. Introspezione, riflessioni sociali, giochi linguistici ma anche memorie e sogni, il tutto, paradossalmente, in continuità ideale con la scrittura originaria de “Le città invisibili”. Gli autori partecipanti sono risultati molto coinvolti sia emotivamente che stilisticamente, e per noi, entrambe alle prime armi nel lancio di un progetto di tale portata, è stata una bella palestra, dove abbiamo imparato tantissimo su dinamiche, relazioni, e sul rapporto scrittura-social. La costruzione in “diretta” dei brani letterari relativi alle città è stata occasione di confronti continui e scambi. La varietà, la molteplicità, la consistenza, la leggerezza, l’esattezza, la visibilità, categorie di “Lezioni Americane”, che proprio secondo Calvino si sommano perfettamente ne “Le città invisibili” si coniugano stupendamente con Twitter che si configura come mezzo ma anche come modo di scrivere. L’iniziativa ha trovato nella voglia di raccontarsi degli autori un terreno fertile di creatività e scrittura. Dai dati elaborati fino ad oggi da Twitteratura.it su piattaforma Blogmeter, sono stati prodotti 735 tweet (1902 con i retweet) da 185 autori, fra le parole più utilizzate risultano esserci “mondo”, “amicizia”, “cura”, “tweet”, “amare”, “mano”. Interessante notare il valore dei retweet (il rilancio del messaggio da parte degli utenti alla comunità) che, considerando l’assenza di un BOT (account specifico per i retweetdi una calendarizzazione comune, come per le altre riscritture, ci sembra un valore decisamente buono. Ci risultano 82 città “mappate” e identificate nelle scritture, consapevoli che Twitter è una galassia in espansione, in cui ci sono di certo città che ci sono sfuggite, città che non troveremo mai, città iniziate e non finite, città che ognuno cerca e che forse sono somma di tutte queste, invisibili comprese. Avviandoci alla fine progetto, consideriamo il format #invisibili/me un laboratorio interessante per il processo letteratura/twitteratura/letteratura capace di aprirci scenari nuovi e stimolanti . Tutte le città sono state raccolte in tweetbook, su piattaforma @hitweetbook, dei veri e propri “atlanti” dove si tracciano elementi identificativi della scrittura e della comunità.

@erykaluna

 

Ndr per i terminici “tecnici” si rimanda al “Glossario della Twitteratura” http://twitteratura.it/metodo-twitteratura/glossario-sulla-twitteratura/

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