Intervista a Guido del Monte: le Protagoniste


leprotagonisteFonte: https://www.versiliatoday.it/2016/11/11/guido-del-monte/

Guido Del Monte intervista di Erika Pucci

“Le protagoniste” sono una serie di racconti ideata e scritta dal viareggino Guido del Monte i cui titoli sono nomi di donne. Le storie narrate, definite dallo stesso autore dei “mediometraggi”, si svolgono nella provincia di Lucca. A seguito della presentazione del libro di Guido Del Monte presso la libreria “La Vela” abbiamo chiesto all’autore qualche curiosità su questo progetto narrativo.

Chi sono Isabella, Olga, Marta, Angela, Vittoria?

Guido Del Monte: “Sono una ragazza facile, due donne sposate, una giovane vedova, una donna in rivolta. Sono cinque primi piani femminili nella morbosa provincia toscana”.

L’introduzione che collega i cinque volumi e le protagoniste riporta la seguente dicitura “protagoniste unite dall’irrefrenabile tensione a godere del diritto di essere”. Cosa intendi?

“Al giorno di oggi ci si fa spesso dei film sulla propria esistenza, volenti e nolenti in alcune fasi poi si dà “fuoco alle polveri”: il godere del diritto di essere risiede nella consapevolezza dei diritti acquisiti (diritto alla felicità, alla pienezza, al lavoro) sapendo che i ruoli e definizioni non sono statici: sono declinati in modo diverso nelle varie fasi della vita”.

Garfagnana, Viareggio, Torre del Lago, Lucca, Forte dei Marmi: ogni storia ha la sua ambientazione. Come è nato l’abbinamento tra vicenda e il luogo scelto?

“Mi piaceva l’idea di offrire una visione della provincia in ogni sua sfaccettatura: ho cercato di scomporre il nostro territorio cogliendone i vari aspetti per una sorta di correttezza documentarista. Inoltre la possibilità dei diversi scenari influisce in vari modi in aspetti significativi. Ad esempio la storia di Marta che si muove pedalando tra Torre del Lago e Viareggio lungo il viale e a un certo punto offre una deviazione sulla spiaggia che è anche un percorso interiore oltre che un fotogramma della sua giornata. La Garfagnana rappresenta la terra d’esilio dell’ Ariosto che ho sfruttato per un esilio punitivo di tipo “lavorativo” in cui incorre Vittoria. I posti hanno valore simbolico che assumono significato con i fatti vissuti dalle protagoniste”.

Qual è stata la protagonista più difficile da narrare e quale la più facile?

“In ciascuna storia non c’è una verità morale ma in ogni storia c’è qualcosa di vero. Il percorso sul filo del verosimile è quello che accomuna le trame delle storie dove archetipi lontani rivivono nelle dinamiche di oggi: seguire il filo del verosimile mi ha permesso di procedere senza grandi difficoltà nella narrazione di ognuna.

Come mai è così centrale in ogni storia il ruolo del corpo e della sensualità nelle piccole grandi rivolte femminili narrate?

“Tutte le volte che c’è un’anima inquieta il corpo viene sempre mandato avanti. A volte è un corpo usato, maltrattato ma per citare Bornia “il corpo è la lavagna dove l’anima scrive il suo malessere”. L’eros è il culmine di uno schema narrativo che accomuna le cinque storie”.
Guido Del Monte – il progetto Maison Nouvelle Vague

In cosa consiste il progetto editoriale “Maison Nouvelle Vague”?

“E’ un progetto editoriale che consiste nel dare alla stampa invece che pubblicare, l’autore è considerato il regista del proprio libro in ogni fase di produzione, dalla stesura alla realizzazione dell’oggetto fisico. In questo processo coordina i vari collaboratori (tipografo, grafico…) e cura la distribuzione dell’opera. Ad esempio questo progetto è nato coi librai, dal costante confronto con loro”.

Qual è la relazione tra i tuoi racconti e la “Nouvelle vague”?

“La macchina da scrivere lettera 22 ha la funzione della telecamera 16 mm che ha caratterizzato le riprese dei cineasti della Nouvelle Vague quindi un atteggiamento narrativo di tipo documentarista. Inoltre riaffermare la politica degli autori è un altro elemento che collega il progetto de “le protagoniste” ai registi francesi”.
Guido Del Monte – GraficaLe copertine riportano tutte del tessuto scozzese con delle lievi variazioni cromatiche. Perché questa scelta?

“E’ una scelta retrò che recupera storicamente la grafica anni settanta, un elemento ormai scomparso. Le variazioni cromatiche sono connesse con aspetti salienti e distintivi di ogni storia”.

Prossimi progetti?

“Un lungometraggio, ossia un libro che riproduce la struttura filmica (primo tempo, intervallo, secondo tempo) che chiude il ciclo sui personaggi femminili e l’omaggio a Rohmer”.

Sito per altre notizie su Guido Del Monte: nouvellevaguelibri.com

Erika Pucci

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