De Giovanni: “Pane per i bastardi di Pizzofalcone”


coverFonte: https://www.versiliatoday.it/2016/12/17/maurizio-de-giovanni-pane-bastardi-recensione/

“Pane per i bastardi di Pizzofalcone”

Il quarto libro della saga di De Giovanni che a gennaio sbarca in tv con Alessandro Gassmann

A frequentare l’alba fin da bambini se ne impara il linguaggio.”

Con un prologo lirico sul Principe dell’alba, De Giovanni ci introduce nel suo quarto libro che ha come protagonista Giuseppe Lojacono. La storia si svolge a Napoli e gravita intorno all’omicidio di Pasqualino, un panettiere che considera il rito del pane sacro, un rito tramandato da generazioni e che, nella ricostruzione della storia, spera di poter trasmettere anche al piccolo nipote. Sulla vicenda inizia a indagare la squadra di Pizzofalcone che ben presto sarà soppiantata dal dipartimento antimafia guidato dal magistrato Buffardi poichè la vittima aveva denunciato le attività illecite di un clan. I poliziotti di Pizzofalcone non si arrendono e continuano a indagare seguendo le loro ipotesi e ricostruendo con i pochi elementi acquisti motivazioni e ricostruzioni dell’ omicidio.

In questo episodio emergono soprattutto due aspetti: da un lato la volontà di conferire definitivamente al team di Lojacono l’ identità di squadra attraverso un gioco collettivo di cooperazione e complicità positiva. Dall’altro la narrazione è tutta orientata su una serie di contrasti che fin da principio coinvolgono il lettore in prese di posizione nette. La squadra di Pizzofalcone è contrapposta a quella antimafia, la produzione del pane artigianale secondo i riti quasi mitologici del lievito madre contro la produzione industriale del pane. La stessa indagine percorre due strade principali quella della criminalità organizzata e quella dei rapporti interpersonali. Entrambe sono strumenti necessari alla narrazione per approfondire dinamiche relazionali e soprattutto dare spessore ai personaggi presenti nella saga.

Quanto fa il posto dove si nasce nell’esistenza di un uomo? Tutto, direbbero dalle parti mie. Ma non è vero. Ognuno tiene il suo destino, e ognuno questo destino lo può indirizzare.”

La grandezza di De Giovanni è sicuramente nella sua capacità di sviluppare una trama avvincente alternando un ritmo ben calibrato a parti liriche in cui emergono indagini sull’animo umano di grande sensibilità. E’ notevole da questo punto di vista come l’autore sappia magistralmente amalgamare gli ingredienti della narrazione per darci un intreccio solido in cui non mancano sguardi lucidi e preziosi su alcuni temi di grande attualità come la crisi economica e lavorativa, la scomparsa dei mestieri storici, lo stalking, la complessità dell’affido minorile, l’acido e le violenze familiari, quelli che per molti sono il pane quotidiano, un viaggio all’interno dei personaggi approfondito e coinvolgente.

Napoli fa da sfondo al romanzo, una Napoli di piccole grandi quotidianità, che oscilla nella grandezza e nella tragedia come nel miglior teatro partenopeo del Novecento.

Di grande impatto l’apertura e la chiusa dell’opera: la prima su una rassegna del pane come elemento indispensabile e “che non manca mai”, la seconda con una carrellata sulla domenica da vari punti di vista e sul perchè sia il giorno scelto dai napoletani per confessare i propri delitti.

Da Gennaio sulla Rai sarà trasmessa la serie tv ispirata alla squadra di Pizzofalcone con Alessandro Gassmann.

La domenica ha di buono che prima o poi finisce. Bisogna santificarla la domenica, altrimenti la si spreca. E anche se questo vale per ogni giorno, sprecare la domenica è sempre più grave. Bisogna stare attenti all’alba del lunedì perchè porta in sè i resti della settimana vecchia e i semi della nuova. Bisogna stare attenti. Alla fine della domenica c’è qualcosa di normale e di assurdo. Alla fine della domenica c’è un’altra alba.

Pane per i bastardi di Pizzofalcone

Maurizio De Giovanni

pag.344

Edizione Einaudi

Anno 2016

€ 19,00

Erika Pucci

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