| |
“ Un mondo migliore devi pretenderlo, non soltanto
sognarlo”
Questo film lo amo, come si ama una cosa, una persona, un
momento.
Lo amo nel senso più profondo del termine. L’ho visto un
pomeriggio di Marzo prima di una partenza. La finestra di fronte
è lo schermo dove vengono proiettati i nostri desideri e le
nostre anime messe a tacere. E’ un appassionarsi a cose che
erano importanti, che poi la vita, gli anni, la Storia hanno
allontanato. Sono dolci, sono musiche, sono storie senza tempo,
sono storie di altra cultura. Sono, la voce segreta della parte
di sì perduta, il riscatto e la memoria, l’ audacia di scegliere
e di cambiare.
Ho letto il libro che raccoglie i soggetti e la sceneggiatura
definitiva e ne consiglio la lettura: è ampliato da numerose
foto, curiosità e le ricette delle torte mitiche (“ La finestra
di fronte “ Romoli-Ozpetek ed.Idea Books ). Mi colpisce questa
constatazione che lo sceneggiatore Romoli offre e che sento
molto “ mia “ : “ Ci interessava raccontare come il
cambiamento, ogni scelta di cambiamento, non deve – se è
possibile- far rinunciare a tutto ciò che uno si è costruito
fino a quel momento, insomma al proprio “vissuto” . Cambiare non
è fuggire” ( pg.32 op.cit. )
La colonna sonora che spazia etnicamente e storicamente
attraverso anni e luoghi è molto coinvolgente, come le musiche
create appositamente da Guerra. La recitazione dei due
protagonisti è eccellente ( G.Mezzogiorno davvero brava e
completa, M.Girotti che qui è la Memoria del Cinema Italiano ),
ero un po’ delusa da quella di R.Bova ma leggendo le motivazioni
della sceneggiatura ho compresa che era conforme a ciò che il
suo personaggio simboleggia nel film. Tra il passato e l’adesso
e la culla del Mediterraneo.
Per me è un capolavoro, e resta appeso, sullo schermo del mio
cuore per tutto ciò che della mia vita in esso ha trovato
rappresentazione.
“ Ho ancora bisogno di una tua parola, Davide, di un tuo
sguardo, di un tuo gesto. Ma poi all’improvviso sento i tuoi
gesti nei miei, ti riconosco nelle mie parole. Tutti coloro che
se ne vanno, ti lasciano sempre addosso un po’ di sé? E’ questo
il segreto della memoria? Se si allora mi sento più sicura,
perché sarò che non sarò mai sola.”
( A mio nonno, che non saprò mai quanto mi ha amato e quanto ho
amato. A mio nonno, che in questo film “ sento “ )
a cura di Erikal.
|