" Il mio incubo è in bianco  nero, silenzioso e inappellabile, dotato di un'impronta di eternità" ( Ritratto in seppia, I.Allende)

 

 

 
 

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la finestra di fronte (F.Opzeteck  1987 )
 

Un mondo migliore devi pretenderlo, non soltanto sognarlo”

Questo film lo amo, come si ama una cosa, una persona, un momento.

Lo amo nel senso più profondo del termine. L’ho visto un pomeriggio di Marzo prima di una partenza. La finestra di fronte è lo schermo dove vengono proiettati i nostri desideri e le nostre anime messe a tacere. E’ un appassionarsi a cose che erano importanti, che poi la vita, gli anni, la Storia hanno allontanato. Sono dolci, sono musiche, sono storie senza tempo, sono storie di altra cultura. Sono, la voce segreta della parte di sì perduta, il riscatto e la memoria, l’ audacia di scegliere e di cambiare.

Ho letto il libro che raccoglie i soggetti e la sceneggiatura definitiva e ne consiglio la lettura:  è ampliato da numerose foto, curiosità e le ricette delle torte mitiche (“ La finestra di fronte “ Romoli-Ozpetek ed.Idea Books ). Mi colpisce questa constatazione che lo sceneggiatore Romoli offre e che sento molto “ mia “ : “ Ci interessava raccontare come il cambiamento, ogni scelta di cambiamento, non deve – se è possibile- far rinunciare a tutto ciò che uno si è costruito fino a quel momento, insomma al proprio “vissuto” . Cambiare non è fuggire” ( pg.32 op.cit. )

La colonna sonora che spazia etnicamente e storicamente attraverso anni e luoghi è molto coinvolgente, come le musiche create appositamente da Guerra. La recitazione dei due protagonisti è eccellente ( G.Mezzogiorno davvero brava e completa, M.Girotti che qui è la Memoria del Cinema Italiano ), ero un po’ delusa da quella di R.Bova ma leggendo le motivazioni della sceneggiatura ho compresa che era conforme a ciò che il suo personaggio simboleggia nel film. Tra il passato e l’adesso e la culla del Mediterraneo.

Per me è un capolavoro, e resta appeso, sullo schermo del mio cuore per tutto ciò che della mia vita in esso ha trovato rappresentazione.

“ Ho ancora bisogno di una tua parola, Davide, di un tuo sguardo, di un tuo gesto. Ma poi all’improvviso sento i tuoi gesti nei miei, ti riconosco nelle mie parole. Tutti coloro che se ne vanno, ti lasciano sempre addosso un po’ di sé? E’ questo il segreto della memoria? Se si allora mi sento più sicura, perché sarò che non sarò mai sola.” ( A mio nonno, che non saprò mai quanto mi ha amato e quanto ho amato. A mio nonno, che in questo film “ sento “ )

 a cura di Erikal.

 

 
     
 

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