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Le
invasioni barbariche (
Denys
Arcand 2002 ) |
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la lettura del film che mi è risultata più
facile e sinceramente comoda è indubbiamente quella
sociologia-storica, sulla cultura e la politica dal dopoguerra a
oggi, a partire dal ns bel paese su cui si soffermano gli amici
a parlare ( ma quanto è famoso Silvio??? ;-PPPP ) agli Usa.
Quella intimista è più dolorosa, ma è anche quella in cui il
film secondo me risulta ancor più penetrante, forse proprio
perchè si avvicina e in fin dei conti sviscera temi preziosi
come il confronto con la morte, l'amicizia, la famiglia in modo
ironico ma anche molto cinico. E questo spoglia completamente lo
spettatore. L'ironia e il cinismo sono
le
chiavi vincenti di questo film, perchè con esse il regista si
permette di "guardare"
le
realtà in modo a volte spregiudicato, ma attraverso il sorriso
dolceamaro in qualche modo ci difende da quello specchio che
infondo è la storia narrata. C'è molta nostalgia in questo film,
ma è una nostalgia che mi piace, non quella appiccicosa e
mielosa che spesso fa perdere gusto all'oggetto del sentimento,
ma quella discreta, quasi silente, che tocca
le
corde dentro senza farsi vedere, come la musica.
Il regista secondo me è stato abilissimo nelle scene e nei
dialoghi a porci dentro la storia, ma tenendoci sempre a una
minima distanza, e infondo questo è anche un po' più crudele
perchè l'irrinunciabilità della morte la si vede ancora meglio.
Credo che nel film esista sotto un dialogo profondo con lo
spettatore che il regista instaura attraverso l'intensità e la
distanza e il loro alternarsi. In questa, prima ancora che per
le
tematiche, in questa bravura tecnica credo risieda almeno in
parte la capacità di arrivare nell'intimità di chi è dall'altra
parte dello schermo.
La morte così raccontata, fra risate e confronti con se stessi
che non emergono mai da monologhi ma sempre da dialoghi con gli
altri, sembra più vera, ma infondo ci trasmette anche un valore
positivo, quello che rende migliore la vita, alla fine dei
conti, cioè il confronto con gli altri e la condivisione.
Ci sono messaggi che arrivano dopo, restano al seguito della
visione in attesa dell'ascolto.
Ps e qsta si...è la frase che annoto nella mia personalissima
memoria di citazioni cinematografiche
" tu sei
attaccato alla tua vita di un tempo che fu, ma quella vita è già
finita da un pezzo". |
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