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Avevo voglia di andare al cinema, cominciamo
così.
Non di vedere un film, di riverne uno o di
noleggiarlo. E’ qualcosa di diverso.
Avevo voglia del rito di andare al cinema, di
strappare il biglietto, sedersi, assentarsi al buio della
poltrona tra perfetti sconosciuti.
E ho scelto questo film. Perché era quello di cui
conoscevo meno cose, e perché non mi piaceva la traduzione in
italiano del titolo: volevo vedere quanto scalzava ( Lost in
traslatino è divenuto l’amore tradotto ).
Ed ho trovato, una pellicola delicata e molto
umana, come purtroppo non se ne vedono più molte.
E’ tutto un intreccio, tutta una fotografia,
tutto un insieme di dialoghi che stanno sospesi su quella terra
di nessuno e di tutti che può essere la (in)comunicabilità tra
lingue differenti, l’interazione tra due culture molto lontane,
l’approdo di due persone che provengono da due situazioni
diametralmente opposte su un terreno comune. Ed è una sensazione
molto bella e ben resa. Sarà che poi mi piacciono questi tipi di
rapporti, che restano indefiniti, senza parole a contenerli, che
sono più di un’amicizia, ma qualcosa di diverso dall’amore. E
sarà che capita davvero che le storie che più lasciano il segno
siano proprio quelle così, l’incrocio momentaneo e intenso e
indefinito con un’altra persona, che magari non si rivedrà mai
più, con cui però si è camminato per qualche passo insieme e
vicino, qualche passo che poi ci si rende conto che era
indispensabile. Mi è piaciuta molto tutta questa “ sospensione “
e non solo nella relazione tra i due protagonisti, per cui
magari avrai omesso il bacio finale: bastava quell’abbraccio a
saldare un epilogo aperto, ma è solo un dettaglio.
E mi è piaciuta molto anche la fotografia, o
forse semplicemente Tokyo con le inquadrature ben fatte che
insistevano sulle insegne scritte in giapponese, il contrasto
tra gli enormi grattacieli e i giardini zen, per certi dettagli
inquadrati ricordavano alcune sequenze di “ Viaggio a Tokyo” che
mi pare citato alla TV in albergo, insieme alla nostrana “ Dolce
vita.” E infine bravissimi gli attori,
Bill Murray e Scarlett Johansson,
soprattutto quest’ultima che non conoscevo ma che di certo
mostra notevoli doti espressive e interpetrative. Infondo
cercavo proprio un film” che mi lasciasse una scia dolce-amara,
che lasciasse il segno anche dopo la visione”. Infondo cercavo
proprio questo film
J
A cura di Erikal.
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