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Recensione è una parola troppo
grande, anzi, è una parola impropria. Quelle che ho raccolto qui
non sono schede di analisi dei film, non ne avrei nè gli
strumenti nè il tempo adatti per una lavoro organico e coerente.
Quello che ho voluto raccogliere qui sono piuttosto emozioni.
Perchè il cinema è nato dando emozioni, ai suoi albori tale era
l'impatto emotivo sul pubblico che poco importava che se quelle
immagini erano in bianco e nero e senza voce. Emozionava, per
quello che di più era: immagini in movimento. E la vita non è
altro che una sequenza di immagini in movimento, di cui noi a
volte pensiamo di esserne il regista, il più delle volte siamo i
montatori: con forbici e nastro adesivo, proprio come accadeva
prima che ci fossero i programmi elettronici di editing,
montiamo le scene della nostra vita, attraverso quel processo di
selezione e combinazione che è il montaggio, così che la nostra
vita che riteniamo vera e accaduta, alla fine non è che una
piccola grane illusione. E il cinema è anche illusione. Ma è
anche verità. Perchè vere sono le storie che mette in scena
fendendo la nostra anima, vere anche quando sono inventate. Vere
come i nostri pensieri che ci restano addosso quando usciamo
dalla sala, perchè la sala cinematografica resta il luogo del
cinema, come idea collettiva, come rito di condivisione senza
parole con perfetti sconosciuti. E' uno dei pochi luoghi al
mondo in cui non mi sento sola anche se la sala è vuota. Ma lo
schermo resta sempre uno specchio opaco dove crediamo di
guardare la vita altrui, la messa in scena della mente del
regista quando poi assistiamo alla messa a nudo dei nostri
pensieri, dei nostri istinti, dei nostri segreti. E' per questo
che il cinema penetra dentro. Personalmente più di un
libro, che lo si può interrompere al momento che più ci piace:
lui resta lì,. immenso con quell'ambiguo schermo un po' sipario
un po' lenzuolo, ci ipnotizza sulla sedia della sala, e con
sofferenza, a volte con ironia ci fa guardare dentro, mentre
guardiamo fuori. E' facile far uscire uno spettatore dal cinema
con l'anima più abbattuta di quando è entrato, difficile è
renderla più sollevata, così diceva Bergman. Queste non sono
recensioni, ma appunti sentimentali di film visti a casa, nei
seminari universitari, al cinema, che mi hanno dato modo di
raccogliere un po' di cose di me e quindi di capire meglio gli
altri. Al cinema ho imparato un'altra cosa che sempre Bergman ha
detto " Ho sempre avuto la capacità di attaccare i dèmoni
davanti al carro da combattimento ", questo il cinema mi
insegna. Con una violenta dolcezza. A voi va il mio augurio di
buona visione, alle persone care che mi hanno fatto scoprire
l'amore per la lanterna magica il mio grazie, loro lo sanno,
senza essere nominate.
Erikal. |