Se vuoi fare cinema, scrivi! ( Truffaut )
 

 

 
 

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Recensione è una parola troppo grande, anzi, è una parola impropria. Quelle che ho raccolto qui non sono schede di analisi dei film, non ne avrei nè gli strumenti nè il tempo adatti per una lavoro organico e coerente. Quello che ho voluto raccogliere qui sono piuttosto emozioni. Perchè il cinema è nato dando emozioni, ai suoi albori tale era l'impatto emotivo sul pubblico che poco importava che se quelle immagini erano in bianco e nero e senza voce. Emozionava, per quello che di più era: immagini in movimento. E la vita non è altro che una sequenza di immagini in movimento, di cui noi a volte pensiamo di esserne il regista, il più delle volte siamo i montatori: con forbici e nastro adesivo, proprio come accadeva prima che ci fossero i programmi elettronici di editing, montiamo le scene della nostra vita, attraverso quel processo di selezione e combinazione che è il montaggio, così che la nostra vita che riteniamo vera e accaduta, alla fine non è che una piccola grane illusione. E il cinema è anche illusione. Ma è anche verità. Perchè vere sono le storie che mette in scena fendendo la nostra anima, vere anche quando sono inventate. Vere come i nostri pensieri che ci restano addosso quando usciamo dalla sala, perchè la sala cinematografica resta il luogo del cinema, come idea collettiva, come rito di condivisione senza parole con perfetti sconosciuti. E' uno dei pochi luoghi al mondo in cui non mi sento sola anche se la sala è vuota. Ma lo schermo resta sempre uno specchio opaco dove crediamo di guardare la vita altrui, la messa in scena della mente del regista quando poi assistiamo alla messa a nudo dei nostri pensieri, dei nostri istinti, dei nostri segreti. E' per questo che il cinema penetra dentro. Personalmente più di un  libro, che lo si può interrompere al momento che più ci piace: lui resta lì,. immenso con quell'ambiguo schermo un po' sipario un po' lenzuolo, ci ipnotizza sulla sedia della sala, e con sofferenza, a volte con ironia ci fa guardare dentro, mentre guardiamo fuori. E' facile far uscire uno spettatore dal cinema con l'anima più abbattuta di quando è entrato, difficile è renderla più sollevata, così diceva Bergman. Queste non sono recensioni, ma appunti sentimentali di film visti a casa, nei seminari universitari, al cinema, che mi hanno dato modo di raccogliere un po' di cose di me e quindi di capire meglio gli altri. Al cinema ho imparato un'altra cosa che sempre Bergman ha detto " Ho sempre avuto la capacità di attaccare i dèmoni davanti al carro da combattimento ", questo il cinema mi insegna. Con una violenta dolcezza. A voi va il mio augurio di buona visione, alle persone care che mi hanno fatto scoprire l'amore per la lanterna magica il mio grazie, loro lo sanno, senza essere nominate.

Erikal.

 
     
 

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