Chiedi alla polvere nei tweet


(Ask the Dust, J.Fante, 1939)

Avevo letto per la prima volta “Chiedi alla polvere” una decina d’anni fa e lo amai molto. Mi piaceva il tema del sogno americano nei tentativi di un italoamericano di fare lo scrittore, il rapporto conflittuale con la scrittura come tentativo di vivere, prima ancora che di raccontare, la storia d’amore con Camilla, personaggio femminile affascinante perchè sregolato. Ma soprattutto mi innamorai del paesaggio che scolpiva l’animo dei personaggi, e lo sguardo del lettore. Un paesaggio arido, polveroso, desertico, dove la terra trema, un paesaggio di confine fra immigrati e clandestini, dove però i sogni mettono radici, e ali. Il personaggio di Arturo Bandini, il protagonista, è straordinario, perchè vero e poetico, in modo assoluto. E anche i personaggi femminili, Camilla e Vera, sono intensi: così diverse eppure unite dalla ricerca affannosa di un amore capace di colmare, e che, inappagato, diviene malattia. Credo che il finale proprio letterariamente sia una delle immagini più forti della letteratura del 900. A rileggerlo oggi, con tante altre storie che il tempo ha sommato, direi che il romanzo ha un particolare gusto cinematografico: le sensazioni si sentono, Fante ci scava dentro per immagini. E allora, come oggi, quella polvere che è fame di vita, resta addosso, riga dopo riga e anche a libro concluso. Su Twitter è in corso la riscrittura del romanzo #artbandini a cura di @bandini_art e @beppegiampa che, sul romanzo e i tweet, organizzerà uno spettacolo musicale. L’idea di Beppe Giampa credo sia molto innovativa, e il suo blues per “Chiedi alla polvere” visibilie qui ha di certo influito la mia riscrittura: nel leggere e nello scrivere le parole aspettano di essere scoperte ma anche destrutturate con un animo blues perchè tornino a ballare tra la polvere dei nostri giorni. In questo articolo Beppe racconta la sua esperienza. Il calendario per chiedere alla polvere è qui http://www.beppegiampa.com/?p=1204

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