|
Tagliarsi
la vena delle memoria con la punta di una stilografica e quasi
bere tutto il sangue che ha nutrito i giorni che erano.
Eccole, le tue parole a scandire gli
istanti e riempire respiri come se il tempo non fosse che aria,
inafferrabile e indispensabile.
La sento, la vibrazione infinita della
tua voce soffiata sul mio viso, calda e forte al tempo stesso.
Non inchiostro ma passi strascicati giorni Insieme.
Immensamente, sei, ancora e sempre. Una
carezza che ha una forma: il volo di una farfalla.
Poco importa se il volto nella mente
ingiallisce, e invecchia tranne che nei miei occhi, semmai
sbiadisce o si asciuga dall'amarezza, steso al sole di questa
tenerezza che niente potrà distruggere.
Infondo è questo, il senso di questo
Tempo.
Le tue parole mi fendono l'anima, adesso
come allora, ma forse ora, ora si che si può capire meglio.
E ne avrei ancora bisogno sai. Di quelle
fantasie sussurrate, di quelle sensazioni cantate, e di quelle
notti godute e contate a fare l'alba senza paura. Senza paura,
senza nemmeno il timore di piangere. Senza futuro. Per il fatto
di essere lì in quella memoria. Amore e timore della bellezza.
Mi inondi ancora.
Certo che si, a volte avrei bisogno di
un tuo sguardo, di una tua parola, di una tua lettera, ma non
penso di esserti lontana. Parlare con l' assenza lo prova:
nessuno si perde per sempre e allora ti trovo nei miei gesti,
nei miei occhi, nella mia voce. E ritrovo un po' di me nella
vita che vivi.
Stai sorridendo? Io annuso la sera: sa
di gardenia e di capelli umidi.
Quello che sono. Senza negazioni.
Nessuna fuga. Non più. Mettersi in discussione senza rinnegare.
Allora suonava un canone inverso, ora
guardo una finestra di fronte, come un cinema e spesso mi capita
di vederci due buffe sagome a inventare disegni nel cielo e a
creare musica con i silenzi. A volte poi io stessa invento ciò
che non abbiamo.
Io, le tue mani a salvare la mia anima
dilatata e spezzata, le sento ancora arreggere i momenti forte
sui fianchi. Quando era un tubetto spremuto di colore e con te
la raccolsi: ancora rotolo su una tela che non ha confini e
lascio orme e gocce senza pensare ai nomi che hanno.
Nello spazio sospeso fra un battito e
l'altro, nel sogno che ha fame di vita, tu sei la mia forza.
E allora tutti i pensieri corrono verso
te. Immensamente te. Grande. Infinito.
E le labbra cercano il tuo orizzonte
morbido e salato che non dimenticheranno mai: la fonte delle tue
lucenti parole e dei baci in concerto con cui mi curasti.
Ancora mi riempi e la bocca si dischiude
in sorriso, indossa il tuo nome e allora io sono l'onda infinita
mossa dalla tua vibrazione che viaggia, con me sempre. Ed io ci
sarò, ogni volta.
Senti? Questi tasti suonano, senza
picchiare. Delicatamente, come una musica che entra dentro per
non lasciarti mai. Sei musica sulla quale l'anima canta e
respira e lotta e danza. Vive.
Ti raggiungo, adesso. Nella terra di
Noi. Quella terra di una vibrazione costante e continua, così
invisibile, così invincibile.
L' amata
|