L’amore addosso (recensione)


di Erika Pucci

Sara Rattaro, L’amore addosso, Sperling&Kupfer

“Non rispettare le regole,fare nuove esperienze, uscire dalla routine e superare i confini. Si chiama trasgredire o misurarsi con se stessi?”

La protagonista dell’intenso romanzo “L’amore addosso” è Giulia, una giovane donna che conosciamo in un corridoio di ospedale in attesa di notizie sullo stato dell’uomo che ama e che, colpito da malore, ha prontamente soccorso. Nel frattempo anche suo marito viene ricoverato per un incidente in cui non era da solo. Rapidamente scopriamo che questo incipit su un doppio binario rappresenta magistralmente tutta la vita di Giulia caratterizzata, nei flashback che accompagnano la storia, da due metà di se stessa che si rincorrono nel vano tentativo di congiungersi. Da un lato Giulia, figlia di una famiglia benestante con una madre devota a apparenze e perbenismo, moglie di Emanuele, affermato uomo d’affari. Giulia cura presentazioni di libri e è in questa occasione che conosce l’altra metà della sua vita, Federico. Scrittore, amante passionale, impegnato con un’altra famiglia, vive Giulia come un’irrinunciabile trasgressione mentre la donna è profondamente innamorata. Lentamente, pagina dopo pagina, vengono a galla molte verità sepolte nel corso del tempo che sommate ci danno le caratteristiche della vita di Giulia: una vita sospesa, perennemente a metà.

In un tempo finito possono capitare un numero infinito di eventi. Quindi, che una cosa impossibile accada, non è solo molto probabile, ma è sicuro”

Tutte le sue relazioni difatti sono così, compresa il rapporto con la maternità: se su un fronte è esposta come figlia a una madre dispotica e autoritaria a cui è incapace di ribellarsi fino in fondo, dall’altro è vittima di una maternità negata sotto vari profili. Nel corso delle pagine la storia di Giulia si dipana nella complessità delle relazioni familiari e affettive che la coinvolgono mettendo così a fuoco luci e ombre riconoscibili nella quotidianità contemporanea rendendosi universali.

La verità è quasi sempre una storia raccontata a metà.”

I segreti dolorosi ma necessari alla sopravvivenza, la dinamica contrastante nei rapporti madre-figlie, l’amore come forza dirompente capace di far restare a galla sono i temi principali che l’autrice affronta con grande sensibilità, equilibrio e passione. La scrittura lucida e intensa, capace di padroneggiare anche la materia più complicata, si fa strumento di coinvolgimento del lettore amabilmente preso dalla trama degli eventi e dalle riflessioni che la storia offre.

I corsivi riportati nel romanzo sono un ottimo espediente per far decantare il vortice delle emozioni e dei fatti che si avvicendano, una felice pausa di sospensione e al contempo di penetrazione nell’architettura armonica del testo.

L’autrice

Sara Rattaro (Genova, 1975) ha scritto cinque romanzi accolti calorosamente da pubblico, critica e librai, tradotti in nove lingue: “Sulla sedia sbagliata”, “Un uso qualunque di te”, “Non volare via”, “Niente è come te”, “Splendi più che puoi”. Ha vinto diversi premi fra cui il premio Bancarella nel 2015 e il Premio Rapallo Carige nel 2016. Il suo sito è www.sararattaro.it

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